A casa di Mas

Dobbiamo entrare in quell’appartamento! disse il caposquadra dei Vigili del Fuoco. Poi si voltò verso di me e fece la fatidica domanda: Ma che tipo è la signora del piano di sopra?. Io, a rischio di sembrare un omertoso, risposi con tutta sincerità: Non l’ho mai vista.

Ero sdraiato sul divano dopo la giornata di lavoro e un mezzo pomeriggio tranquillo a casa dei colleghi, al telefono con la Widmore stavamo parlando delle cene dai sardi, quando ho alzato gli occhi verso il soffitto. C’erano delle ombre strane, quasi dei disegni, alcuni piccoli e altri più grandi. Ho pensato che fossero sempre stati là, semplicemente non li avevo mai notati, o non mi ci ero mai soffermato. Ho continuato le chiacchiere telefoniche con la Widmore, ma ormai ero troppo affascinato da queste ombre sul soffitto. Poi ad un certo punto ho notato che una delle ombre era decisamente cambiata, e si era estesa anche alla parete, non più solo al soffitto. E quasi contemporaneamente ho sentito un rumore. Ho subito tolto l’audio alla Cucciari e ho aspettato, per sentire di nuovo quel rumore. Nel frattempo la Widmore, dall’altra parte dell’oceano col telefono all’orecchio, aspettava e taceva anche lei come la Cucciari. Eccolo di nuovo, il rumore. Viene dal pavimento. Goccia che cade. Mi sono alzato in piedi e l’ho aspettato ancora. Eccolo. Goccia che cade, la conferma. Ho acceso tutte le luci e ho guardato il soffitto, quasi senza respiro. Le ombre che vedevo erano in realtà delle macchie. Acqua. Chiazze che crescevano a vista d’occhio, ormai mezzo soggiorno era coperto, e l’acqua scendeva dalle pareti e in alcuni angoli del controsoffitto. Ho realizzato che dovevo fare qualcosa. Subito. 

Dopo aver salutato la Gilmore lasciandola nell’ansia con parole tipo Crollo, Macerie o Catastrofe, ho subito chiamato il mio coinquilino che stava prendendo l’aperitivo nel bar sotto casa. Vieni subito qui, è successo un casino. Dopo trenta secondi era a casa. Cosa facciamo? mi ha chiesto. E’ andato al piano di sopra e si è attaccato al campanello dell’appartamento proprio sopra il nostro. Non c’era nessuno in casa. Abbiamo chiamato, nell’ordine: padrone di casa, Vigili del Fuoco, amministratore condominiale. I Vigili del Fuoco dopo dieci minuti erano a casa, in quattro. Il padrone di casa è arrivato al momento clou, cioè quando i Vigili del Fuoco stavano scassinando la porta del balcone per entrare in quell’appartamento. L’amministratore condominiale ha detto cose tipo Non vengo. Sono già in pigiama. Io ho una mia vita privata. Dopo un po’ attorno a casa, nel freddo e il buio della sera, c’erano due squadre di Vigili del Fuoco impegnate a salire in una scala lunghissima, la gente alle finestre, le luci blu dei lampeggianti che giravano, i curiosi che si avvicinavano per godersi la scena a naso in sù. E poi c’era lei: la dirimpettaia. La incontravo molto raramente, non ci avevo mai parlato. Meridionale, campana direi. Ha fornito ai Vigili del Fuoco almeno sette versioni diverse del profilo caratteriale della signora del piano di sopra. Cose che neanche zio Michele. Sguardo contrito, sigaretta accesa in mano, la porta di casa sua mai aperta completamente. Sembrava avere molto piacere a parlare con gli aitanti pompieri, tant’è che ogni cinque minuti aveva nuovi dettagli da fornire. Ceeeerto che la conosco, la signora Trullo. E’ molto amica di signor Salvatore, quello che abita di fronte a lei. Sa, sono entrambi single…. La vedevo molto di rado ultimamente, credo vivesse da sua sorella. Qualche giorno fa ho visto scendere una signora che non avevo mai visto, coi capelli mori a caschetto…. Lei forniva dettagli.

I Vigili del Fuoco, dopo l’intervento in quell’appartamento, ci hanno confidato che la loro conclusione sul profilo caratteriale della signora del piano di sopra é: Una che non c’è con la testa. Ci sono andati leggeri, insomma. Io ho detto Da quando vivo qui non l’ho mai incontrata, credo. Non c’è mai stato rumore eccessivo proveniente dal piano di sopra, pensavo che non vivesse là regolarmente. Invece nell’ultima settimana c’erano rumori forti,  voci fino a tarda notte, campanello che suona insistentemente alle 5 del mattino. E non una signora sola. Sembravano almeno in due, una coppia direi

Poi sono andati tutti via e io sono crollato sul divano.
Mi sa che questa storia non finisce qui. 

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2 risposte a A casa di Mas

  1. La Widmore scrive:

    Ora che è un po’ passata la mia ansia per la tua vita, devo dire che questa storia fa molto ridere … Solo la realtà può essere così assurda!

  2. Pingback: Murphy’s law? | Masblog

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